L’impatto della religione e della spiritualità sulla trasformazione sociale e politica – Opinioni bahá’í 2009 – vol. 33, n. 2

L’impatto della religione e della spiritualità sulla trasformazione sociale e politica

Sandra Luschi

In questo momento di crisi globale su più fronti, l’umanità sembra vivere con grandi difficoltà e contraddizioni la fase iniziale  della  sua consapevolezza globale, proprio come se nell’arco della sua storia si trovasse a vivere la fase dell’adolescenza, contraddistinta da una discontinua ma crescente presa di coscienza che conduce alla consapevolezza della necessità di affrontare con maggior senso di responsabilità ogni aspetto della  vita,  definendo  il   proprio   sistema   di   valori   ed   assegnando   nuove priorità in base ad essi.

Ogni crisi rappresenta sempre una sfida  ed  insieme  un’opportunità  di cambiamento, ma l’ostacolo maggiore per una vera possibilità di crescita morale, intellettuale e sociale è la mancanza di risorse tanto etiche quanto sociali e materiali per sviluppare le capacità delle persone, delle comunità e delle istituzioni.

Per quanto evoluta dal punto di vista materiale ed intellettuale, le risorse necessarie a rendere ogni individuo agente di cambiamento e protagonista delle scelte e dell’azione collettiva appartengono ad una diversa dimensione, che attiene alle coscienze e alla volontà, e che suscita un crescente desiderio di  giustizia.

Si tratta di quella stessa dimensione  la  cui  negazione  impedisce  a tutt’oggi il rispetto dei diritti universali dell’uomo e le pari opportunità tra le genti del mondo: la dimensione spirituale.

Ciò che davvero può risollevare le sorti dell’intera umanità è l’adozione di una visione integrata degli aspetti materiali e spirituali della vita, tale da assegnare alla dimensione spirituale la priorità in ogni aspetto dell’esistenza e nelle più gravi problematiche che si affrontino.

Le risorse materiali infatti, per quanto essenziali, da sole non possono offrire una risposta alle domande più profonde sulla natura umana o sullo scopo dell’esistenza, né possono indurre quei fondamentali  cambiamenti del  carattere  e  delle  convinzioni  degli  uomini  che  sono necessari per superare i comportamenti distruttivi dei nostri tempi.

Le motivazioni di ordine materiale non possono stimolare e sostenere la volontà umana di perseverare, di sforzarsi per conseguire l’eccellenza, di servire umilmente, di creare, di cercare il sapere, di coltivare la bellezza e di perseguire il benessere di tutta l’umanità.

Non è un caso quindi che venga registrato oggi nel mondo un sempre maggiore senso di ricerca spirituale, anche nelle diverse espressioni delle varie religioni del mondo.

Ciò non deve tuttavia portare a superstizione o fanatismo, né implica rinunciare  all’indagine  razionale.

Si tratta piuttosto di concepire un approccio integrato e molto pratico, che riconosca semplicemente tutte le dimensioni dell’esperienza umana, poiché oggi  «ogni  corpo  reclama  un’anima»:  ogni  persona  o  gruppo,  ogni sistema organico, ogni realizzazione umana.

Così, come ogni corpo reclama un’anima, parimenti può dirsi che  la civiltà stessa è un unico organismo, sorretto da uno spirito che lo permea e lo guida.

I popoli del mondo, con tutte le loro diversità, stanno imparando a vivere e a lavorare come un’unica razza in un’unica patria globale.

Tutte le tradizioni religiose del passato sono retaggio spirituale dell’umanità, ma la vera sorgente della trasformazione è la spiritualità vissuta secondo la sua espressione più contemporanea che dio abbia dettato.

La spiritualità dell’uomo viene sviluppata ed educata tramite il potere della parola di dio, ovvero tramite il misterioso fenomeno della rivelazione, che nella storia dell’uomo si svolge, per azione dello spirito santo, nella forma di successivi scritti sacri rivelati da messaggeri diversi in luoghi o tempi diversi che tracciano un unico grande destino per l’umanità che dipende dalla sua risposta all’eterno patto di Dio con l’uomo secondo il quale Dio rinnova la promessa di offrire amore, guida, conoscenza del suo scopo  e  della  Sua  volontà  affinché  gli  uomini  di  buona  volontà   possano rispondere offrendo il proprio contributo per realizzare la volontà di dio disciplinandosi in un percorso di fede.

La Parola di Dio crea continuamente sia la vita degli individui, sia  la storia della società.

Piuttosto che alle varie tradizioni religiose, quale fonte di vitalità spirituale facciamo allora appello alla rivelazione di Dio, ovvero alla Sua Parola, da cui scaturisce sempre, quale fenomeno dell’eterna creazione, una nuova conoscenza, una  nuova volontà, delle nuove  azioni nel mondo degli uomini, per renderlo più simile al Regno e farci essere sempre più a Sua  immagine  e  somiglianza.

Ad ogni successiva Rivelazione di Dio agli uomini, quando l’anima razionale delle persone si trova ad essere toccata dalla Parola Sacra, lo Spirito Santo fa germinare nel cuore umano lo Spirito di Fede, che trasforma le anime e realizza le potenzialità umane: si tratta di un processo profondo e graduale attraverso il quale Dio educa due capacità umane fondamentali: conoscere e amare.

Lo Spirito di Fede è quindi il potere che rende celestiale l’uomo terreno e perfetto l’uomo imperfetto, che rende puro l’impuro ed eloquente il taciturno,  che  purifica   coloro   che   sono   stati   prigionieri   di   desideri   carnali   e che rende saggi gli ignoranti.

Dal  momento  che   lo   Spirito   Santo   ha   «fecondato»   l’anima,   inizia un periodo di «gestazione», durante il quale si produce nella coscienza individuale una vasta e profonda trasformazione spirituale. per questo si può affermare che l’apparizione dello Spirito Santo rinnova il mondo e conferisce un nuovo spirito alle realtà umane. può essere paragonato all’arrivo della primavera, quando il mondo passa da una condizione a un’altra. Ha inizio un nuovo ciclo, e gli alberi presentano una nuova vita e nuovi  frutti.

Proprio come Cristo ha rinnovato questo ciclo col Suo potere e con il messaggio portato agli uomini, tanto che per gli uomini è stato come vivere una nuova primavera, allo stesso modo l’apparizione di Bahá’u’lláh, grazie  al  potere  dello  Spirito  Santo,  ha  vivificato  le  anime  e   inaugurato   un nuovo ciclo.

Lo Spirito Santo si è manifestato nel corso della storia proprio attraverso lo Spirito di Fede infuso dai Profeti nei loro primi seguaci: questo Spirito è l’espressione dell’amore di Dio per l’umanità.

Ma lo Spirito Santo è altresì il divino elemento della civiltà, che oggi chiama ognuno a vivere come cittadino della Confederazione dellumanità: in essa si è uno per tutti e tutti per uno e, vivendo quotidianamente le sublimi verità rivelate dai Profeti, si realizza lunità del genere umano. Questo  spirito  universale  ha   il   potere   speciale   di   unificare   i   diversi   poteri che gli uomini esprimono attraverso scienza, arte,  filosofia,  commercio, professioni e amministrazione politica. per costruire una nuova civiltà occorre pertanto maturare la consapevolezza che l’uomo è un essere essenzialmente spirituale, ed in concreto una trasformazione personale del proprio carattere e della propria volontà, per migliorare sempre la capacità di conoscere e di amare.

Ma è necessario anche un cambiamento in ogni dimensione collettiva, attraverso ogni forma di servizio agli altri: un servizio improntato al principio dell’unità del genere umano, per riuscire a perseguire il proprio senso di giustizia ed improntato altresì al paradigma dell’unità nella diversità, per garantire l’affermazione dell’equità.

Risulta   evidente   che   una   tale   impresa   non   possa   essere   realizzata solo dall’alto, mediante le politiche dei governi, quanto piuttosto debba necessariamente coinvolgere le masse dell’umanità nella partecipazione attiva al progetto della costruzione di una civiltà globale fondata su un ordine globale giusto.

Stiamo  sperimentando  le  doglie  della  nascita  di  una  civiltà:  nuovi modi di pensiero, nuovi criteri e nuovi sistemi legali e istituzionali stanno cercando di affermarsi. esiste un consenso globale senza precedenti ed una crescente capacità di  cooperazione  internazionale.  Tuttavia,  per  generare le conoscenze e l’impegno necessari si  dovrà  attingere  all’intero  spettro del potenziale spirituale e intellettuale umano. solo allora, quando sarà totalmente impegnata, l’umanità rigenererà la struttura della civiltà.

L’evoluzione della civiltà pertanto può essere vista come progressiva in ogni campo: materiale, intellettuale, civile, spirituale, morale… Si tratta di un processo unico, continuo, ascendente, ma non lineare, bensì ciclico.

Questo è l’unica Religione di Dio: è il progetto educativo di dio. un progetto unitario e graduale, volto a realizzare il regno di Dio sulla terra tramite   l’influenza   di   una   Rivelazione   progressiva.   Baháu’lláh   ha   scritto: «…ogni qualvolta i profeti di Dio hanno illuminato il mondo… hanno in- variabilmente chiamato i suoi popoli ad abbracciare la luce di Dio coi mezzi   più   idonei   alle   esigenze   dei   tempi   in   cui   Essi   sono   apparsi».   La   Religione è pertanto un unico sistema unitario in continua evoluzione, onde garantire all’umanità attraverso il suo legame con Dio, un progresso sia materiale che spirituale.

Ma esistono quotidianamente innumerevoli ostacoli alla trasformazione e realizzazione del potenziale personale e sociale: tra tutti assume grande rilevanza l’ego, in quanto responsabile di ogni forma di pregiudizio. a livello personale l’EGO impedisce di conoscere e amare, mentre a livello sociale    produce    ingiustizia    e    conflitto.

La comunità bahá’í è la matrice sociale della trasformazione ed è un laboratorio consapevole  di  unità  nella  diversità.  Affinando  reciproca  co- noscenza e reciproco amore, l’individuo ha l’opportunità di realizzare le proprie potenzialità personali e di contribuire alla realizzazione del pro- gresso sociale, su scala globale. il processo è avviato e sta subendo un’accelerazione.

Quando i dinosauri dominavano il pianeta, ad un tratto le condizioni dell’habitat mutarono drasticamente, tanto che nel mutato contesto i rettili non erano più adatti a vivere perché i loro punti di forza si erano trasforma- ti in fattori critici che rendevano impossibile la sopravvivenza nel nuovo contesto.  I   piccoli   mammiferi,   minoranza   non   significativa   in   quel   momen- to, erano destinati a prosperare e a riscrivere la storia della vita sul pianeta, solo per il semplice fatto di essere adatti al contesto del proprio tempo e del processo evolutivo in corso. Così i mammiferi si svilupparono e i dinosauri sparirono   dalla   faccia   della   terra:   una   vittoria   senza   conflitto,   poiché   niente è più potente di ciò per cui i tempi sono maturi.

Allo stesso modo, oggi questo nostro mondo è dominato dalla deca- denza di una civiltà dalle cui ceneri è destinata ad affermarsi e prosperare una nuova civiltà realizzata da uomini nuovi, resi radicalmente nuovi dalla stessa forza che anima i grandi mutamenti della storia: una forza sopranna- turale che proviene da Dio. Questa vittoria sarà conseguita senza conflitto, realizzando l’unità del genere umano, poiché tutte le forze convergono ver so questa meta, per il cui conseguimento i tempi sono maturi.

«La religione è ancora l’unica speranza del mondo… Ciò che può salvare dagli inganni del materialismo è la forza di una Fede genuina, costruttiva   e   viva».